kazzim!

RedHat, che fine hai fatto? Atto secondo

Settembre 1, 2008 · 2 Commenti

Nella prima parte del post ed in un articolo precedente ad esso, avevo messo RedHat sotto una luce non proprio positiva, tanto per usare un eufemismo.

Dai commenti ho evinto che devo aver dato l’impressione di essere uno di quei blogger che bersagliano gratuitamente RedHat, solo perché la distro non si chiama Ubuntu o Debian.

E qui ci tengo a mettere qualcosa in chiaro:

  1. La guerra delle distro è una stronzata. Quindi non mi vedrete mai fare niente del genere. E’ vero, fa aumentare le visite, ma non mi interessa.
  2. Sono abbastanza vecchio da usare RedHat fin dalla versione 51. Tengo ancora il cdrom d’istallazione originale come se fosse un pezzo da collezione.
  3. Sono perfettamente consapevole che la maggior parte dei progetti per Linux è stato fatta o finanziata da RedHat.
  4. So che RH promuove e si batte per l’utilizzo dei formati aperti.
  5. So che le distro RH sono tra le più stabili e sicure ed hanno fatto bene a chiudere tutto in occasione della falla2. E se per una volta non avessero bucato RHEL, avrei cominciato a sospettare che non sono umani3.

E allora, vi chiederete, qual è il problema?

Il problema è la più totale mancanza di trasparenza che RedHat sta mostrando negli ultimi tempi.

E’ vero che non si può spifferare a tutti i bug di sicurezza, ma invece di tergiversare, avrebbero potuto dire cosa c’era che non andava, senza dare dettagli tecnici.

Soprattutto adesso che continuano a ripetere che la situazione è sotto controllo.

E magari, perché no, avrebbero potuto dare la notizia su Truth Happens, dato che è il loro blog. Altri motivi li ho elencati qui, inutile ripeterli.

C’è un po’ d’incoerenza, perché se c’è un qualcosa che riguarda il software libero, questa deve essere resa pubblica. Appunto perché tale software è di tutti. E qualcuno può voler fare correzioni.

Quindi, malgrado la stima, non sono stipendiato da RedHat e non capisco perché dovrei nascondere e/o minimizzare i recenti fatti.

Nel frattempo continuo ad aspettare un loro segno, per capire se sono ancora vivi…

1. Non sto parlando di Fedora né di RHEL ma del defunto RedHat Linux.
2. Questo per rispondere ad anonimo abruzzese e lo ringrazio della visita :)
3. Anche se lasciare che qualcuno metta le mani sulle chiavi private che usi per firmare i pacchetti non è esattamente una cosa da poco.

Categorie: Fedora · Linux · RedHat · ScassaMentos

2 risposte finora ↓

Lascia un Commento