kazzim!

Ancora non ci siamo

Dicembre 17, 2008 · 9 Commenti

Vorrei richiamare la vostra attenzione su un post di Planète Béranger1. Il passaggio dell’autore da Linux a Windows XP pare il traboccamento di un vaso sempre più pieno di tanti piccoli problemi del mondo open.

Non sto a discutere dei tanti punti messi in evidenza dal blogger (con alcuni dei quali non sono particolarmente daccordo2), ma prendo atto che in generale ha ragione. Non farò lo stesso passo, ma non posso neanche ignorare quel che sta accadendo da qualche anno.

Quindi, se è vero che le critiche fanno spesso bene, aggiungo anche le mie.

LE DISTRO

L’OSS è un insieme eterogeneo di programmi fatti da un insieme eterogeneo di programmatori, professionisti ma anche no. La maggior parte di questi sviluppa per passione.

Qui arrivano le imprese (RedHat, Canonical, Novell, IBM3 etc..) che tentano di mettere su distribuzioni complete di oss più o meno libero, oppure soluzioni per quest’ultime, talvolta queste assumendo programmatori già noti.

E sono proprio queste che stanno facendo un casino4, includendo software notoriamente difettoso5, rilasciando distro ogni 6 mesi, o altro di cui sto per parlare.

Il caso RedHat

Credo che RedHat sia l’impresa più innovativa in assoluto in Linux. Ma con tre idee “grandiose” si sta dando la zappa sui maroni:

  1. preso atto che dalla stragrande maggioranza di utenti linux desktop non avrebbe avuto mai un centesimo (la ricerca costa), ebbe l’idea di rivolgersi esclusivamente alle aziende;
  2. ma il feedback è di vitale importanza per l’oss, da qui l’idea del progetto Fedora;
  3. non volendo che le aziende usino Fedora, rilascia versioni6 o aggiornamenti7 palesemente difettose.

E no, riguardo l’ultimo punto non me la bevo che ciò sarebbe dovuto alla loro disorganizzazione interna o all’assenza di sviluppatori. Potrebbe essere vero per altre distro ma non per quelle del calibro di RedHat.

Risultato: parecchi stanno abbandonando Fedora, collaboratori compresi8. Tra non molto le conseguenze si ripercuoteranno anche in RHEL. Urge un cambio di direzione prima che sia troppo tardi, ammesso che non lo sia già.

Oh, dimenticavo: dov’è il tanto decantato Global Desktop, quello che doveva sviluppare insieme ad Intel?

Il caso Canonical

Non voglio accanirmi su una distro, è stupido come odiare un software o come prendere a testate un muro perché convinto che mi stia guardando storto. E rispetto le persone che ci lavorano.

Ma a quei simpatici esserini che stanno dappertutto nelle manifestazioni, in rete e persino in IRC e ti interrompono per dirti «lo vuoi provare un sistema operativo libero? eccoti Ubuntu dedico un caloroso VAFFANCULO9.

L’unica innovazione portata da 5 anni di Ubuntu è stata upstart. Se c’è stato anche qualcos’altro, il tutto si può contare comunque sulle dita di una mano.

Immaginate una situazione catastrofica (e non troppo fantasiosa) in cui le aziende distributrici dovessero crollare: quanto durerebbe Ubuntu? Canonical si interesserebbe di altro, e la distro andrebbe nelle mani della fondazione. Risultato: al massimo un paio di progressi nei dieci anni successivi. Insomma, avremmo Debian.

No, davvero, mi aspetterei molto di più da quella che risulta essere la distro più usata in assoluto.

Il caso Novell

Ai vertici di Novell vorrei chiedere: siete sicuri di non trovarvi nel business sbagliato? Ma parte l’intero, scandaloso discorso per l’EULA, vediamo come se la cava.

  1. Che fine ha fatto il progetto Hula? E perché?
  2. Promuovendo Compiz, un software fine a sé stesso, si ritrovano a sviluppare radeonhd per la mancanza di driver. Ma non era meglio supportare Gallium3D, ponendosi obiettivi a lungo termine e di più vasta portata?
  3. Gesù, Evolution è pesantissimo, crasha 1 volta su 5 ed il progetto è sotto la loro diretta responsabilità. Persino Claws si dimostra migliore.
  4. OpenSuSE in generale sembra tenersi insieme con lo sputo, al pari con Fedora. Sarà un caso il fatto che usano la stessa strategia?
  5. Anche volendo lasciare da parte il famigerato accordo M$-Novell: oggi Novell usa il suo enorme pacchetto di brevetti a favore di Linux ma, vista la mentalità, domani cosa farà?

Altre distro

Potrei continuare il discorso con altre distro commerciali per anni, ma non credo sia necessario.

Per quelle non commerciali posso solo dire che non danno una prospettiva d’innovazione né a breve né a lungo termine: l’OSS è troppo eterogeneo per poter costituire una soluzione completa senza metterci fondi o visioni più ampie tipicamente aziendali. A meno di non trovarci di fronte all’opera di un genio.

TECNOLOGIE

Sono daccordo con Béranger sul fatto che le distro linux non educhino gli utenti sulle tecnologie native oss come latex e compagnia bella, ma non particolarmente per la critica su OpenOffice.org

Si, OO.O è pesante da morire, persino il ridisegno dei widget è lentissimo. Ma è difficile dire se sia una copia di MS Office. Perché quest’ultimo, infatti, è esso stesso una copia delle soluzioni d’ufficio preesistenti10.

Direi che in generale l’idea non è tutt’altro che originale, o forse il tipo stesso di software non consente grosse evoluzioni.

Ciò che mi sento di criticare, piuttosto, è tutta questa attenzione su OO.O mentre software latex WYSIWYG11 come LyX, per quanto buoni, sono ancora ben lontani dalla perfezione.

E si, documentazioni e guide per le *tecnologie native* sono in uno stato pietoso.

Per quel che riguarda i servizi web, Hula, come ho già detto, è stato abbandonato e RedHat offre MugShot, un servizio di dubbia utilità. Il supporto degli ambienti desktop è ancora allo stato primitivo. Bisogna fare di più.

Il caso Mono

Non odio Mono per principio, semplicemente non ne vedo alcuna utilità. Stare a rincorrere MS per implementare le ultime feature di .Net è tempo perso.

Fatevene una ragione: se scelgo una qualsiasi piattarforma di sviluppo, voglio il meglio. Quindi se proprio debbo scegliere .Net, voglio quello di M$, non Mono.

E’ un po’ come immaginare che qualcuno, prima che Java diventasse GPL, avesse scelto GNU Classpath come piattaforma Java di riferimento. Ridicolo.

Oppure come se la comunità OSS, piuttosto che sviluppare la piattaforma LAMP, avesse cercato di imitare qualcosa di preesistente. Avrebbe avuto lo stesso successo? Certamente no.

Sul sito web di Mono potete vedere una trentina d’imprese che lo usano, ma cosa sono queste in confronto a grandi, medie e piccole aziende che ogni giorno scelgono l’ultimissima versione di MS.NET come loro piattaforma per il loro ultimo software? Quel software su Mono non ci girerà se non dopo 4-5 anni.

L’unico modo di rendere Mono utile, sarebbe trasformarlo in qualcosa di molto più originale, indipendente da .Net, in modo da poterlo imporre come standard de facto al di sopra di .NET, non come alternativa.

Altre piattaforme

Facciamo un confronto tra l’API di Windows NT e le varie e tante librerie che si trovano su Linux.

Programmando su Windows, vi renderete conto di come l’API appaia a prima vista strana: ci sono funzioni che non fanno niente, o addirittura argomenti di funzioni inutili. Perché? Per la compatibilità all’indietro.

MS si preoccupa del fatto che la maggior parte dei programmi scritti 10 anni fa girino ancora sui loro sistemi operativi moderni.

Succede lo stesso per Linux? Fatta eccezione per isole felici come glibc, Gtk+ e Qt12, direi che il resto è tristezza.

Su Linux, libxyz cambia API ogni volta che all’autore va di farlo, il quale, magari, si giustifica con frasi del tipo: «Perché non posso farlo? Siamo solo alla versione 0.0.1513!»

Questo crea enormi problemi anche alle distro, che debbono poi scegliere tra un megafreeze o l’aggiornamento di tutti i pacchetti.

Occorrerebbero delle linee guida ufficiali per gli sviluppatori, almeno per i progetti principali. Qualcosa che dia loro anche delle nozioni basilari su come tirare su un progetto coerente.

PACCHETTO COMPLETO

Béranger sceglie Windows. Io non mi muovo da Linux, ma se proprio avessi dovuto scegliere una soluzione proprietaria, avrei optato per OSX. Insomma una soluzione completa.

Apple potrà avere tutti i difetti che volete ma intanto prende una macchina con determinati requisiti e ne fa la base hardware per l’OSX. Tutto viene tarato alla perfezione, persino il consumo di risorse per gli “effetti speciali”. Quindi vende il tutto in un pacchetto completo.

Windows dovrebbe fare lo stesso, ma il risultato è il solito casino che tutti conosciamo, in quanto le macchine vendute insieme ad esso hanno dei prerequisiti vari, strani e molto al di sotto delle aspettative.

Linux potrebbe tirarsi fuori da questa situazione se produttrici di distro e di hardware si accordassero per creare distro per specifici server, PC, laptop, cellulari ed altro. Speriamo bene…

CONCLUSIONI

Credo che nel mondo ci sia abbastanza spazio per tutti, anche per chi non vuole usare Linux. Per lavoro ho a che fare anche con altri sistemi tutt’altro che perfetti o migliori del pinguino.

Io continuo ad usare le mie versioni ibride di CentOS/Fedora sui miei sistemi, nella speranza che le cose migliorino. Se però ho criticato il pinguino è perché mi auguro che addetti ai lavori facciano tesoro di tutto ciò.

D’altra parte non vedo niente di vergognoso nello sviluppare software libero per Windows od OSX.  E, a proposito di questo, credo che la vita su tali sistemi sia stata resa possibile anche grazie all’OSS.

1. Un blog noto per le critiche che rivolge spesso al mondo OSS.
2. Specialmente per quanto riguarda il kernel, le cose sono migliorate grazie ad un’API freeze per i driver e idee come akmods. anche fuse permette di avere driver in spazio utente.
3. A proposito: sapevate che IBM nel solo settore Linux fattura più di RedHat, Canonical e Novell messe insieme pur non avendo nessuna distro? Sapevatelo, su Rieducational Channel!
4. Qui do pienamente ragione a Béranger.
5. Proprio oggi ho litigato con un Seahorse che si rifiutava di darmi la chiave privata RSA che avevo appena creato. Ho dovuto continuare dal terminale.
6. Vogliamo parlare di bug segnalati nelle versioni alpha ed ancora presenti nella release finale? oppure di regressioni impreviste? Meglio di no.
7. E’ già la seconda versione buona di Fedora che riescono a demolire grazie a degli aggiornamenti.
8. Se non mi credete iscrivetevi alla fedora-devel-list e guardate con i vostri occhi.
9. Davvero, perché non si fanno una vita? oppure che si mettessero a studiare (perché data l’evidente immaturità spero almeno che siano dei ragazzini.)
10. WordStar, WordPerfect, Lotus 1-2-3, Quattro Pro, etc. Si, esisteva un office prima di Office.
11. Si, wysiwyg: non pretenderete mica che mia nonna si metta a programmare un testo in latex, vero?
12. Tali librerie cambiano API al variare del numbero di versione major. O almeno dovrebbe essere così.

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9 risposte finora ↓

  • Nemo // Dicembre 17, 2008 a 9:30 pm

    Come non essere d’accordo con te?

  • diego // Dicembre 18, 2008 a 12:20 pm

    Forse l’idea di non avere un ciclo fisso di rilascio con tempi da rispettare non è così male per come può sembrare, per una distribuzione: si tratta di capirsi (e di capire come funziona).

    Per il resto: su alcune cose sono d’accorco, su altre meno. Al momento però è più urgente che tu elimini questa neve fastidiosa che rallenta terribilmente l’editing dei commenti su firefox 3 :-D

  • ilKoala // Dicembre 18, 2008 a 4:42 pm

    @Nemo
    ciao Nemo! :)
    (lo so, il post è venuto un po’ lungo hehe)

    @diego
    oops, grazie per il feedback, la tolgo subito ;)
    non credo nemmeno io che il ciclo di rilascio fisso sia male, il problema è che 6 mesi è un tempo troppo breve secondo me. Io lo porterei almeno a 10…

  • diego // Dicembre 18, 2008 a 5:00 pm

    Ehm… intendevo dire l’esatto contrario: l’ASSENZA dei rilasci fissi può essere positiva. La distribuzione viene rilasciata quando è pronta.
    Nel frattempo, se vuoi, utilizzi le versioni di test.

    (Come in debian, per intenderci :-D )

  • ugaciaka // Dicembre 18, 2008 a 6:47 pm

    finalmente delle critiche costruttive sul pinguino e dintorni!

  • Béranger // Dicembre 19, 2008 a 11:29 am

    > “Sono daccordo con Béranger sul fatto che le distro linux non educhino gli utenti sulle tecnologie native oss come latex e compagnia bella”

    And Perl, etc. (whatever is in the Unix spirit). LaTeX was an example because Oo.o mimics MSOffice instead of building on pre-existing technologies *or* at least on pre-existing file formats!

    I didn’t say they should have used LyX! I said that they could build something WYSIWYG starting from LyX, so that the saved file was TeX, not SXW or ODF!

    > “Su Linux, libxyz cambia API ogni volta che all’autore va di farlo, il quale, magari, si giustifica con frasi del tipo: «Perché non posso farlo? Siamo solo alla versione 0.0.1513!» Questo crea enormi problemi anche alle distro, che debbono poi scegliere tra un megafreeze o l’aggiornamento di tutti i pacchetti.”

    This is exactly what makes Linux worse than Windows. It’s almost like they plan for “RPM hell” or “DEB hell”, or whatever.

    > “Io non mi muovo da Linux, ma se proprio avessi dovuto scegliere una soluzione proprietaria, avrei optato per OSX.”

    OS X can’t run on Acer TravelMate, can it? For OS X you *must* buy new hardware, monopolistically built by Apple.

  • ilKoala // Dicembre 19, 2008 a 6:36 pm

    @diego
    Beh, se la distro è ben organizzata, non dovrebbe essere un problema (con tempi più lunghi ovviamente.)
    Di certo il rilascio fisso non va bene per progetti come il GNOME e simili: quando credi di aver finito il lavoro, arrivano puntuali imprevisti e decine di bug report. Il progetto è pronto quando è pronto.

    @ugaciaka
    ciao! :)

    @Béranger
    > I didn’t say they should have used LyX! [..]

    Well that was a good example. :)
    I know that TeXmacs aims at implemeting a complete office solution, but the path is still very long though.

    > This is exactly what makes Linux worse than Windows. It’s almost like they plan for “RPM hell” or “DEB hell”, or whatever.

    I agree.
    I also believe that the Ubuntu “let’s package and provide any software out there” model is broken as well (and of course now Fedora follows the same rule.)
    Projects are really too many to believe a distro could fix them all before packaging them. They need to consider a much smaller subset.
    Also, distros should support and advise project authors and tell them «please can you fix that glitch with your program/library/API, otherwise we can’t include/update it» whenever necessary.

    > OS X can’t run on Acer TravelMate, can it?
    Well, no (as far as I know)

    > For OS X you *must* buy new hardware, monopolistically built by Apple.

    That’s right. That would have just been my pick if I could choose. :)
    I guess Apple is even more monopolistic than MS but what we can’t really say is that they don’t know what they do.
    tc

  • Cesare // Febbraio 3, 2009 a 2:36 pm

    un azienda che usa Fedora è unì’azienda d’idioti….
    In un azienda si usa CentOS se non si vuol spendere….informati prima di sparare cavolate…

  • ilKoala // Febbraio 5, 2009 a 9:39 pm

    @Cesare
    > In un azienda si usa CentOS se non si vuol spendere
    grazie per questa notevole impresa di aver scoperto l’ovvio.

    > informati prima di sparare cavolate…
    ma devo davvero risponderti?

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