Solo per voi, dentro la calza, ci ho messo una nuova serie di cacchiate. E poi non dite che non vi penso.
- Le ferie sono finite. Tra una nottata in bianco passata a perdere soldi a carte e gente che rompe le palle in qualsiasi momento, posso dire “meno male”. E poi dicono che le ferie sono rilassanti…
- Se un genocida, violatore di diritti umani e di territori altrui viene chiamato nazista, come dovremmo definire Israele? E gli Stati del democratico Occidente che, per interesse, ne tollerano o appoggiano il comportamento? Perché questi ultimi se ne stanno zitti mentre l’opinione pubblica dà la colpa unicamente agli Stati Uniti? Strada ancor più in salita per Obama. Peccato, mi stava simpatico.
- Spirito all’inglese. Un mio amico inglese mi ha consigliato questo video, dove un comico anglosasso, pare famoso, parla degli italiani. A parte lo sforzo che sto facendo per cercare di ridere, mi ha colpito la frase secondo cui noi, prima di Mussolini (che creò il fascismo), non eravamo per niente fascisti. Ma davvero?
- Ancora il facebook politico. Dopo il 1° passo di Topo Gigio ed il 2° del Nano, ecco il terzo imperativo: continuare ad attirare l’opinione pubblica sul sito, inventandosi questioni inesistenti. Per pietà, smettetela: quei quattro coglioni stanno solo giocando. Che sia un gioco di cattivo gusto non c’è dubbio, ma non darei troppo risalto alla faccenda.
- Bongustai: daccordo che abbiamo appena passato il periodo delle feste, ma chiamare Fedora 11 “Zampone“ mi pare un po’ troppo. Qualcuno li fermi.
- Autotools: per caso ho trovato sulla rete una bella guida introduttoria agli autotools che consiglio ai neofiti. 10+ all’autore.
- Che figata. Ho provato Sabayon 4: una figata per smanettoni. Peccato che a me il linux-figata proprio non piace, lo sapete già. Sono rimasto perplesso dalla canzone tamarra all’avvio, fino a tutta la serie di effetti speciali di default. Poi l’essere derivata da Gentoo mi rende ancor più allergico ad essa. Mi dispiace perché la distro è italiana, ma dubito che la proverò ancora.
- Mal comune, mezzo gaudio, ancora a proposito del deprimente stato delle distro. Credevo che a pensarla così fossi uno dei pochi, ma a giudicare dai commenti rilasciati a questo post di ossblog, direi che sono in buona compagnia.
- Programmazione.it dà la ricetta per una distro di successo. Ritengo che il post sia veritiero; peccato, però, che non vada oltre il semplice “successo“. Una distro innovativa che cerchi di tappare le falle del software libero potrebbe anche non sfondare, ma avrebbe tutto il mio rispetto.






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